PARTITO PER LE FERIE

Viaggiare: un diritto, un dovere

No more Brick in the Wall

Anniversario importante, quello della caduta del muro di Berlino. Lo scacchiere internazionale è un po’ diverso, ma il gelo si sente ancora.

Eppure, qualcosa di buono è cresciuto all’ombra del muro. Dopo anni di follia e separazione, quel che resta del Grenze è una cintura verde (Green Belt o, in tedesco, Grünes Band) in un mare di disboscamento, agricoltura intensiva e industrializzazione.

I satelliti avevano già notato qualcosa di interessante negli anni ’70. A nord, lungo il confine tra Finlandia e URSS, la foresta prosperava. Nel 1976 venne effettuato un primo censimento delle specie presenti nella zona di interdizione a ridosso del confine con esiti sorprendenti: uccelli che si credevano scomparsi dal territorio europeo avevano trovato rifugio nella No Man’s Land. Ad oggi, sono quasi 1000 le specie riapparse dopo anni di presunta estinzione.

Ex Germaia dell'Est - quel che resta del muro Ex Germaia dell'Est - quel che resta del muro Ex Germaia dell'Est - quel che resta del muro

Già nel dicembre 1989, a Hof, al confine tra Bavaria, Sassonia e Repubblica Ceca, fu organizzato un incontro tra naturalisti ed ecologisti che arrivavano dalle due Germanie. Nacque così, patrocinato da BUND (Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland, Friends of the Earth Germany), il progetto Green Belt Germany, un monumento verde al patrimonio naturale e alla memoria storica piantato nel cuore del paese. Nel 2003 l’idea assunse valenza europea con l’Iniziativa European Green Belt (http://www.europeangreenbelt.org), di cui oggi fanno parte 16 paesi europei, oltre a Serbia, Montenegro, Macedonia, Kosovo, Albania e Turchia, Norvegia e Russia. Promotore d’eccezione Mikhail Gorbachev.

La biodiversità che trionfa alle spalle della stupidità umana ha del comico se non fosse per la tragedia consumatasi à côté.

Da simbolo di un Paese diviso, il vecchio confine si è trasformato in un cerniera che unisce, dove  la Natura insegna il valore della diversità e la vegetazione sembra quasi volersi ingoiare i resti della vergogna.

Posti come Hötensleben, Marienborn, Teistungen e Geisa, non sono più solo luoghi di dolore, monumenti alla memoria. Genti da Est e da Ovest, senza dimenticarne gli orrori, arrivano qui per riappropriarsi di questi posti e godersi il patrimonio naturale e paesaggistico che è sopravvissuto alla stupidità della guerra.

La Grünes Band è un terreno di prova per l’Europa intera, dove esercitare la cooperazione e la salvaguardia di un’eredità comune a favore delle future generazioni. Una specie di seconda possibilità. Lavoro da fare ce n’è ancora. In Germania, come nel resto dell’Europa. Intanto la prossima conferenza pan-europea (l’8a) si terrà tra il 23 e il 26 settembre 2014 in Repubblica Ceca.

In nostro articolo sulla Green Belt è uscito su Azione di Migros, il 19 maggio 2014.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 novembre 2014 da in concorsi con tag , , , , .
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